Negli ultimi anni, diverse misure hanno contribuito a ridurre il gap fiscale, soprattutto sull’IVA

L’evasione fiscale è uno dei problemi più grandi dell’economia italiana, un fenomeno che per decenni ha sottratto miliardi di euro alle casse dello Stato, riducendo le risorse disponibili per investimenti pubblici e potenziali riduzioni delle imposte. Tuttavia, negli ultimi anni qualcosa sta cambiando e, sorprendentemente, sta cambiando in meglio. Secondo la Relazione 2023 sull’Economia non osservata del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il gap tributario e contributivo – ovvero la quota di imposte e contributi non versati – è sceso dagli oltre 108 miliardi del 2017 a 82,4 miliardi nel 2021. Un miglioramento significativo, reso possibile da una serie di interventi mirati e da alcuni fattori esterni che hanno favorito una maggiore trasparenza. Ma quali sono state le mosse decisive nella lotta all’evasione e quali sfide rimangono ancora aperte?
Le Misure che Hanno Ridotto l’Evasione Fiscale
Uno dei fattori chiave che hanno contribuito alla riduzione dell’evasione fiscale è stata l’introduzione di strumenti normativi e tecnologici mirati a rendere più difficile eludere il fisco, in particolare per quanto riguarda l’IVA. Tre misure hanno avuto un impatto significativo:
- Lo Split Payment (2017): questo meccanismo impone che, nelle transazioni tra aziende e pubbliche amministrazioni, l’IVA venga versata direttamente dallo Stato anziché dall’azienda fornitrice. In questo modo, si elimina alla radice la possibilità di evasione nelle transazioni con la PA.
- Il Reverse Charge (2018): un sistema che trasferisce l’obbligo di versamento dell’IVA dall’azienda venditrice all’azienda acquirente, riducendo il rischio che il venditore possa trattenere l’imposta senza versarla allo Stato.
- La Fatturazione Elettronica Obbligatoria (2019): l’obbligo di emettere fatture digitali attraverso il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate ha aumentato notevolmente la trasparenza fiscale, riducendo le possibilità di evasione.
Questi interventi normativi hanno dimostrato di essere efficaci nel ridurre il VAT gap (cioè la differenza tra IVA dovuta e IVA effettivamente incassata), che nel 2016 ammontava a 35,6 miliardi e nel 2021 è sceso a 17,8 miliardi, una riduzione di quasi il 50%.
Fattori Esterni e Il Ruolo dei Pagamenti Digitali
Oltre agli interventi normativi, due eventi esterni hanno contribuito alla riduzione dell’evasione fiscale:
- La pandemia da COVID-19 (2020): le restrizioni imposte per contenere il virus hanno determinato un calo significativo dei consumi, in particolare nei settori dove storicamente l’evasione è più alta, come la ristorazione. Meno consumi hanno significato meno occasioni per evadere l’IVA.
- L’aumento dei pagamenti digitali: tra il 2019 e il 2021, la quota dei pagamenti elettronici sui consumi totali è cresciuta dal 30% al 40%. È dimostrato che l’uso di carte e transazioni digitali riduce le opportunità di evasione, poiché lascia tracce più facilmente controllabili rispetto ai pagamenti in contanti.
Questi due fattori, seppur indiretti, hanno accelerato il processo di riduzione dell’evasione, dimostrando l’importanza di incentivare strumenti di pagamento tracciabili per contrastare il fenomeno.
Cosa Manca Ancora per Vincere la Battaglia?
Nonostante i miglioramenti, l’Italia resta il Paese europeo con la maggiore evasione IVA in valore assoluto: nel 2023 la Commissione Europea ha stimato che il 30% dell’intero VAT gap dell’UE provenga dall’Italia, con ben 18 miliardi di euro non versati. Tuttavia, in termini percentuali, il nostro Paese è sceso al quinto posto, dietro a Romania, Malta, Grecia e Lituania, segno che i progressi ci sono stati.
Ma cosa si può fare per migliorare ulteriormente? Secondo la Corte dei Conti, servirebbero interventi mirati come:
- Un uso più efficace delle banche dati fiscali per individuare potenziali evasori prima che commettano il reato.
- Un aumento dei controlli post-dichiarazione, per rendere più efficaci le verifiche fiscali.
- Una revisione del sistema delle sanzioni e della riscossione fiscale, affinché chi evade venga punito in modo più efficace e le somme dovute siano realmente recuperate.
- Un’estensione della ritenuta d’acconto, strumento già utilizzato in alcune categorie lavorative, per ridurre ulteriormente i margini di evasione.
Insomma, i progressi sono evidenti, ma la strada da percorrere è ancora lunga. L’Italia ha dimostrato che con le giuste strategie è possibile ridurre l’evasione fiscale in modo significativo, ma per eliminare il problema serviranno ulteriori riforme e una cultura fiscale più consapevole. Forse, però, possiamo iniziare a guardare al futuro con un cauto ottimismo.
