Le Elezioni del 2024: Come Hanno Scosso i Mercati Finanziari

Dall’Europa agli Stati Uniti, la situazione politica ha creato un mix di volatilità e stabilità.

I primi sei mesi del 2024 hanno offerto poche sorprese in termini macroeconomici ma sono stati movimentati dalle varie elezioni. Tuttavia, tali eventi hanno solo marginalmente scalfito il clima di imperturbabilità dei mercati.

La politica infatti ha rilasciato sorprese che gli operatori hanno trattato in modo da mantenere la stabilità e l’equilibrio esistenti.

La situazione

La BCE ha iniziato in giugno a tagliare i tassi mentre la Fed è rimasta prudente, lasciandosi lo spazio per ridurli in settembre.

L’inflazione, infatti, dopo la risalita del primo trimestre, è tornata a contrarsi, mentre il momentum del ciclo ha iniziato a peggiorare.

Parliamo di “spazio”, quindi, perché dall’autunno la politica monetaria possa diventare meno restrittiva.

Nel frattempo, le elezioni politiche in giro per il mondo ci hanno consegnato elementi di sorpresa. Alle europee, in Gran Bretagna, in India, in Messico e da ultimo in Francia, è stato premiato il cambiamento.

Poi, su tutte, ha preso l’attenzione la campagna elettorale americana che ha visto subito vari colpi di scena: l’attentato a Trump e il ritiro di Biden con l’endorsement di Kamala Harris.

Tuttavia, lo spettacolo è soltanto iniziato e ci terrà impegnati per ancora qualche mese.

Che succede nei mercati?

Come dicevamo, i dati economici mostrano perdita di momentum del ciclo e segnali di stabilizzazione dell’inflazione, rendendo plausibili ulteriori tagli dei tassi in autunno. Nel frattempo, la politica ha riconquistato la scena inducendo volatilità nei mercati, con un impatto significativo sulle obbligazioni dell’Eurozona e degli Emergenti. 

In ambito azionario, gli USA sono sui massimi storici, mentre la Cina ed Eurozona sono sotto pressione, con le dispersioni settoriali che si sono fatte ulteriormente esasperate. La forte concentrazione del movimento di Wall Street rende fragile l’ultima possibilità di rialzo. Quindi, è giusto mantenere un approccio prudente ma costruttivo sull’azionario pronti a valutare eventuali debolezze.  Duration neutrali con obbligazioni a breve e titoli ultra-lunghi resta l’approccio preferito.
Il contesto resta favorevole alle strategie attive visto che la volatilità di qui in avanti sarà più elevata.

A livello macroeconomico, negli USA il CPI (= indicatore economico utilizzato per monitorare il tasso di inflazione e il costo della vita in un Paese) di maggio è un primo dato nel percorso di rientro, mentre l’inerzia dei dati ha iniziato a peggiorare ovunque, con la fiducia degli imprenditori francesi che ha subito una scossa.

In prospettiva, tuttavia, i mercati avranno maggiore focus sul rallentamento economico e sui rischi politici. Questa «rotazione» di narrativa dovrebbe portarsi dietro un cambiamento di leadership di mercato a favore dei settori e asset class che possono beneficiare dei tagli dei tassi.

In conclusione

Ci prepariamo ad una fase di cambiamento. Abbiamo davanti una rotazione tra tematiche che giustifica una maggiore duration e il focus sui settori rimasti indietro.

Quindi, come diceva Jon Kabat-Zinn, il padre della mindfulness: «non puoi fermare le onde, ma puoi imparare a cavalcarle»

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