Esploriamo come la Germania, un tempo leader manifatturiero, sta perdendo terreno nel settore automobilistico a causa della concorrenza cinese e di errori strategici.
Negli ultimi anni, la Germania, un tempo locomotiva economica d’Europa, ha visto il suo slancio arrestarsi. Crescita zero per il 2023 e previsioni poco incoraggianti per il futuro evidenziano una crisi profonda, in parte dovuta a fattori esterni come la guerra in Ucraina. Pesa anche la miopia tedesca, con un modello industriale fortemente dipendente ancora dalle esportazioni. I grandi produttori, inoltre, hanno sottovalutato la crescente minaccia cinese, con conseguenze devastanti per il settore dell’auto.
Un po’ di storia sulle auto elettriche
Partiamo dall’inizio, le auto elettriche hanno una storia che risale a oltre un secolo fa, con i primi veicoli elettrici sviluppati già nel XIX secolo. Tuttavia, è solo negli ultimi due decenni che hanno guadagnato una popolarità significativa grazie ai progressi nella tecnologia delle batterie e alle crescenti preoccupazioni ambientali.
La Cina e la Germania sono stati i due dei mercati principali che hanno guidato questa rivoluzione elettrica. La Cina, in particolare, è attualmente il più grande produttore e consumatore di auto elettriche al mondo, sostenuta da massicci investimenti governativi e incentivi per ridurre le emissioni e combattere l’inquinamento. Nel 2022, la “La regina d’oriente” ha venduto oltre 6 milioni di veicoli elettrici, rappresentando più del 60% delle vendite globali. Le aziende cinesi come BYD e NIO sono leader nel settore, competendo con giganti come Tesla.
La Germania, d’altra parte, negli ultimi anni è stato il leader europeo nel campo delle auto elettriche. Con un forte settore automobilistico tradizionale, i produttori tedeschi come Volkswagen, BMW e Mercedes-Benz hanno investito pesantemente nella transizione verso veicoli elettrici. La Germania ha anche un’ampia rete di infrastrutture di ricarica e politiche che promuovono l’adozione di veicoli a emissioni zero. Nel 2022, circa il 25% delle nuove immatricolazioni di auto in Germania erano veicoli elettrici o ibridi.
Ora però, le cose stanno cambiando…
La concorrenza cinese e l’ascesa di BYD
Solo dieci anni fa, Elon Musk derideva BYD, ma oggi l’azienda di Shenzen è diventata il più grande produttore mondiale di auto elettriche. I produttori tedeschi, come Volkswagen, si trovano, invece, costretti a chiudere stabilimenti in patria, pagando un prezzo non solo economico, ma anche politico, come dimostra l’ascesa della destra nazionalista nelle recenti elezioni regionali. La Cina, intanto, consolida la sua leadership grazie a un commercio in avanzo e al sostegno governativo ai settori strategici, mentre l’immobiliare è stato lasciato a sé stesso, negli ultimi tre anni, prima dell’adozione delle recenti manovre di sostegno diretto.
La risposta del mercato e il futuro europeo
Mentre l’Europa si interroga su un possibile piano “Marshall” alla Draghi, la risposta ancora una volta, arriva dai mercati finanziari. I numeri parlano chiaro: Tesla perde il 4%, Volkswagen il 10%, e BYD segna un +30%. Wang Chuanfu, fondatore di BYD e figlio di contadini di Shenzen, ha coronato il suo sogno, diventando uno degli uomini più ricchi della Cina. Il successo delle sue auto elettriche ha cambiato il panorama globale, tanto che Elon Musk ha smesso di ridere, riconoscendo l’ascesa di un nuovo gigante nel settore
